Il Divin Redentore Gesù aveva già predicato per due anni il Vangelo dell'amore in tutta la Palestina e si era scelto i dodici Apostoli. Tuttavia, la Buona Novella era stata compresa solo in parte, e persino i suoi discepoli rimanevano incerti e tiepidi. Per rafforzare la fede dei più amati tra gl...
Il Divin Redentore Gesù aveva già predicato per due anni il Vangelo dell'amore in tutta la Palestina e si era scelto i dodici Apostoli. Tuttavia, la Buona Novella era stata compresa solo in parte, e persino i suoi discepoli rimanevano incerti e tiepidi. Per rafforzare la fede dei più amati tra gli Apostoli, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, li condusse sulla cima del Tabor e davanti a loro si trasfigurò. Il suo volto divenne splendente come il sole, e le sue vesti candide come la neve. Apparvero anche Mosè ed Elia, che conversavano con Lui. Pietro, colpito dalla visione, disse a Gesù: «È bene per noi stare qui; se vuoi, facciamo tre tende: una per Te, una per Mosè e una per Elia».
Mentre ancora parlava, una nube luminosa li avvolse, e da essa si udì una voce che diceva: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo». All’udire queste parole, i discepoli caddero a terra, presi da grande timore. Ma Gesù, avvicinatosi, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Quando sollevarono gli occhi, non videro più nessuno, se non Gesù. Mentre scendevano dal monte, Egli ordinò loro di non parlare a nessuno di quella visione, prima che il Figlio dell’Uomo fosse risorto dai morti.
Questo episodio, narrato nel Vangelo di San Matteo, si trova anche in quelli di San Luca e San Marco. Gesù scelse come testimoni della sua gloria Pietro, il discepolo dal cuore ardente e generoso, che pochi giorni prima era stato nominato capo della Chiesa; Giacomo, fratello di Giovanni, impetuoso e fedele, disposto a bere il calice amaro della passione; e Giovanni, il più giovane e innocente, prediletto da Gesù. Tutti e tre avrebbero seguito il Maestro nell’Orto degli Ulivi, sarebbero stati tra i primi al sepolcro e avrebbero predicato con ardente zelo, dando la vita per Lui.
La Trasfigurazione colloca Gesù al di sopra di Mosè ed Elia, le due figure più importanti dell’Ebraismo. Diversi luoghi sono stati identificati come il sito di questo evento, tra cui il Monte Hermon. Tuttavia, il Monte Tabor, più vicino al centro delle attività di Gesù, fu preferito dal Vescovo Cirillo di Gerusalemme nel 348 d.C. e da allora è riconosciuto come il luogo della Trasfigurazione.
**Pratica**: Sul Tabor, il Padre proclamò: «Questo è il mio Figlio diletto, ascoltatelo». Ascoltiamo questo Maestro Divino quando ci parla attraverso la Chiesa o i suoi ministri.
**Preghiera**: «O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del tuo Unigenito hai confermato i misteri della fede con la testimonianza dei padri e, con una voce proveniente da una nube luminosa, hai proclamato la perfetta adorazione dei figli, concedici di diventare coeredi del Re della gloria e partecipi della sua stessa gloria».
**Martirologio Romano**: Nella festa della Trasfigurazione del Signore, Gesù Cristo, il Figlio Unigenito, amato dall’Eterno Padre, davanti agli Apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, con la legge e i profeti come testimoni, manifestò la sua gloria. Questo evento rivela che la nostra umile condizione, da Lui assunta, è stata gloriosamente redenta dalla grazia, e proclama che l’immagine di Dio, corrotta in Adamo, è stata ricreata in Cristo.