La Chiesa, dopo aver istituito diverse feste in onore delle singole Persone della Santissima Trinità, stabilì una celebrazione dedicata alle Tre Persone divine. Questa festa fu introdotta nei primi secoli del Medioevo, soprattutto grazie all’opera dei monaci, che iniziarono a commemorarla nei lo...
La Chiesa, dopo aver istituito diverse feste in onore delle singole Persone della Santissima Trinità, stabilì una celebrazione dedicata alle Tre Persone divine. Questa festa fu introdotta nei primi secoli del Medioevo, soprattutto grazie all’opera dei monaci, che iniziarono a commemorarla nei loro monasteri. Con il tempo, si diffuse gradualmente nelle diocesi e, infine, in tutta la Chiesa Romana, grazie a Papa Giovanni XXII, che nel 1314 la proclamò festa universale, fissandola per la prima domenica dopo Pentecoste.
Come osserva il Guéranger, «abbiamo visto gli Apostoli, nel giorno di Pentecoste, ricevere lo Spirito Santo e, fedeli all’ordine del loro Divino Maestro, mettersi in cammino per istruire le nazioni nel nome della Santissima Trinità. Era dunque giusto che la festa di Dio Uno e Trino seguisse immediatamente la Pentecoste, con cui è legata da un misterioso vincolo».
La festa della Trinità è particolarmente cara ai cristiani, poiché celebra il più grande mistero della nostra fede: «Un solo Dio in tre Persone uguali e distinte». Questo dogma, che è al centro della nostra adorazione durante la vita, sarà anche la fonte della nostra eterna felicità in cielo. La Messa e il Breviario sono ricchi di invocazioni alla Santissima Trinità, e tutti i Sacramenti portano la stessa invocazione.
L’intenzione della Chiesa, nel permeare la Sacra Liturgia con il nome della Santissima Trinità, è di mantenere vivo questo mistero nella mente dei fedeli e di suscitare in loro sentimenti di profonda adorazione e umile riconoscenza verso le Tre Persone divine. Verso il Padre, principio di tutto ciò che esiste, Padre di un Figlio eterno e consustanziale a Lui, e principio, insieme al Figlio, dello Spirito Santo. Verso il Figlio, generato dal Padre dall’eternità, incarnatosi e morto sulla croce per la salvezza dell’umanità. Verso lo Spirito Santo, amore eterno e sostanziale del Padre e del Figlio, che procede da Essi ed è donato alla Chiesa per santificare e vivificare, diffondendo la carità nei nostri cuori.
Nessun altro mistero è così presente nella Liturgia come quello della Santissima Trinità. Nei Sacramenti, principali mezzi della grazia, si fa continuamente riferimento a Essa. Nel Battesimo, il bambino è battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Nella Cresima, si usa la formula: «Ti segno col segno della croce, ti confermo col crisma della salvezza nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Dopo la distribuzione dell’Eucaristia, il sacerdote impartisce la benedizione nel nome della Trinità. Al confessionale, il sacerdote inizia con la benedizione e assolve nel nome della Santissima Trinità. Anche nel Sacramento dell’Ordine e nel Matrimonio, le Tre Persone divine sono invocate.
In tutti gli inni, i salmi e le preghiere della Messa, le Tre Persone sono continuamente ricordate, in una lode perenne alla Santissima Trinità.
**Pratica:** Facciamo spesso il segno della santa croce e recitiamo con devozione il *Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo*.
**Preghiera:** «Ci giovi alla salvezza dell’anima e del corpo, o Signore Dio nostro, la comunione di questo sacramento, la confessione della sempiterna e santa Trinità e della stessa individua unità».
**Martirologio Romano:** «Solennità della santissima e indivisa Trinità, in cui professiamo e veneriamo Dio uno e trino e la Trinità nell’unità».