La definizione della personalità di Ermagora e lo sviluppo del suo culto, destinato a rivestire grande importanza nell’Italia nordorientale, sembra risalire al VII secolo. In quel periodo, in seguito allo scisma dei Tre Capitoli, il patriarcato di Aquileia rivendicò la propria autonomia dalla Ch...
La definizione della personalità di Ermagora e lo sviluppo del suo culto, destinato a rivestire grande importanza nell’Italia nordorientale, sembra risalire al VII secolo. In quel periodo, in seguito allo scisma dei Tre Capitoli, il patriarcato di Aquileia rivendicò la propria autonomia dalla Chiesa di Roma. Per dare una base storica e teologica a questa rivendicazione, la fondazione della sede episcopale di Aquileia fu attribuita all’evangelista Marco. Secondo la tradizione, Marco, su ordine di Pietro, avrebbe portato il Vangelo nella regione, consacrando Ermagora come primo vescovo della città, scelto dalla locale comunità cristiana.
Questa leggenda, che non compare in alcuna fonte prima della metà del VI secolo e che risulta già consolidata all’epoca di Paolo Diacono (fine VIII secolo), fu elaborata dal patriarcato per fini politici ed ecclesiastici. In questo modo, il patriarcato recuperò e reinterpretò una tradizione più antica, i cui contorni sono oggi (e forse lo erano già allora) piuttosto sfuggenti. Il nome di Ermagora compare al primo posto nei cataloghi dei patriarchi di Aquileia, con una datazione stimata intorno alla metà del III secolo, un’epoca storicamente plausibile. Tuttavia, l’attendibilità di questi cataloghi, risalenti al periodo carolingio, rimane incerta.
Un riferimento più antico e significativo è quello del *Martyrologium Hieronymianum*, di area veneta, in cui al nome del martire aquileiese Fortunato sono associati quelli di Armagero (o Armigero, 12 luglio) ed Ermogene (22 o 23 agosto). Questi nomi potrebbero essere varianti o corruzioni della forma “Ermagora”. Tuttavia, nel martirologio, il santo principale è Fortunato, per il quale è attestato un culto autonomo già in epoca tardoantica, mentre non si fa menzione di una carica vescovile esercitata da Armigero o Ermogene. Pertanto, l’identità precisa di questo antico Ermagora e l’effettiva consistenza del suo culto in epoca precarolingia rimangono incerte.
È stato anche ipotizzato che il nome originario del santo fosse Ermogene. In questo caso, la tradizione potrebbe essere nata dalla traslazione ad Aquileia delle reliquie del martire Ermogene, venerato in Pannonia, la cui figura sarebbe stata reinterpretata come quella di un santo locale e associata al periodo più antico del patriarcato.
Qualunque sia l’origine e lo sviluppo della tradizione precedente, la leggenda più recente di Ermagora come discepolo di Marco e protovescovo di Aquileia è l’unica rintracciabile a partire dall’età carolingia. A questo periodo risale la *passio* del santo, nota in più redazioni. Questo testo, privo di consistenza storica e basato su elementi narrativi tipici dei racconti di martirio, presenta Ermagora come un grande vescovo, pastore ed evangelizzatore. La sua morte è collocata durante la persecuzione di Nerone, in linea con la leggenda marciana, e al suo martirio è associato quello del diacono Fortunato, che assume una posizione subordinata.
Nelle tradizioni posteriori, l’attività apostolica di Ermagora fu immaginata estesa ben oltre la regione aquileiese, interessando l’Istria, il Norico, la Pannonia e varie zone dell’Italia settentrionale. Il culto del santo divenne uno dei più caratteristici dell’area veneto-friulana. Le rappresentazioni iconografiche di Ermagora, spesso insieme a Fortunato o ad altri martiri aquileiesi, si trovano nella basilica di San Marco a Venezia, nella basilica di Aquileia (con un ciclo di episodi della sua vita) e nella cattedrale di Udine.
**Martirologio Romano**: Ad Aquileia in Friuli, santi Fortunato e Ermagora, martiri.