Marta era sorella di Lazzaro e di Maria, membri di una famiglia distinta e caritatevole molto amata da Gesù, che spesso onorava con la sua presenza. A Marta era affidata la cura delle faccende domestiche, e si impegnava con dedizione per servire bene il Maestro. Un giorno, vedendo che Maria non lâ€...
Marta era sorella di Lazzaro e di Maria, membri di una famiglia distinta e caritatevole molto amata da Gesù, che spesso onorava con la sua presenza. A Marta era affidata la cura delle faccende domestiche, e si impegnava con dedizione per servire bene il Maestro. Un giorno, vedendo che Maria non l’aiutava, si lamentò dolcemente con Gesù, dicendo: «Signore, non t’importa che mia sorella mi lasci sola a servire?». Gesù, senza biasimare la sua sollecitudine, le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di troppe cose. Una sola cosa è necessaria».
Alla morte del fratello Lazzaro, Marta e Maria rimasero profondamente addolorate, e nessuno poteva consolarle. Gesù, avvisato, non era ancora arrivato. Ma quattro giorni dopo, il Maestro giunse. Marta, appena seppe della sua venuta, gli andò incontro, mentre Maria rimase in casa a piangere. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto. Ma anche ora so che tutto quello che domanderai a Dio, te lo concederà». Gesù le rispose: «Tuo fratello risorgerà». Marta replicò: «Lo so che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». E Gesù aggiunse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se morto vivrà, e chi vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Marta rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivo, che sei venuto in questo mondo».
Per rafforzare la fede di Marta e Maria e mostrare ai Giudei di essere il padrone della vita e della morte, Gesù si recò al sepolcro e ordinò di togliere la pietra. Marta, preoccupata, gli disse: «Signore, già puzza, perché da quattro giorni è lì». Gesù rispose: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?». Poi richiamò in vita Lazzaro. Molti Giudei, vedendo il miracolo, credettero in Lui. La gioia delle due sorelle nel riavere il fratello fu immensa, e per tutta la vita serbarono al Redentore una profonda gratitudine.
Probabilmente Marta fu presente al Calvario con Maria e vide il Salvatore risorto. Dopo l’Ascensione di Gesù, Marta, insieme alla sorella e al fratello, fu gettata in mare dai Giudei, ma la nave, miracolosamente protetta, giunse incolume nel golfo di Marsiglia. Qui Marta fondò una comunità di vergini, che governò santamente fino alla sua morte, avvenuta il 29 luglio dell’84. Le sue reliquie sono venerate a Tarascona, sul Rodano.
Marta è anche nota per aver sconfitto un drago, la Tarasca, che terrorizzava gli abitanti di Tarascona. Questo mostro, metà bestia e metà pesce, stava per divorare un uomo quando Marta, armata di aspersorio e acquasantiera, lo annientò. Secondo la leggenda, Marta ammansì la Tarasca mostrandole la Croce e irrorandola con acqua benedetta. Il drago, docilmente legato alla sua cintura, fu condotto a Nerluc, poi ribattezzata Tarascona, dove gli abitanti lo uccisero.
Nell’iconografia tradizionale, Santa Marta è raffigurata in abito monacale, con il drago Tarasca ai suoi piedi, il secchiello e l’aspersorio nelle mani. La sua storia ci invita a dedicarci con maggiore cura alle cose spirituali, come suggerito dal rimprovero di Gesù. La preghiera in suo onore recita: «Esaudiscici, Dio nostro Salvatore, affinché, come ci rallegriamo della festa della tua beata vergine Marta, così veniamo ammaestrati nella vera devozione».