Macrina, figlia maggiore dei dieci figli di San Basilio e di Sant’Emmehia, nacque intorno al 330 a Cesarea in Cappadocia. All’età di dodici anni fu promessa in sposa, ma, dopo la morte improvvisa del fidanzato, fece voto di non sposarsi. Decise di rimanere in famiglia per contribuire all’educ...
Macrina, figlia maggiore dei dieci figli di San Basilio e di Sant’Emmehia, nacque intorno al 330 a Cesarea in Cappadocia. All’età di dodici anni fu promessa in sposa, ma, dopo la morte improvvisa del fidanzato, fece voto di non sposarsi. Decise di rimanere in famiglia per contribuire all’educazione dei suoi fratelli, tra cui San Basilio Magno, San Pietro da Sebaste e San Gregorio di Nissa.
In seguito, Basilio sistemò la madre e Macrina in una proprietà a Ponto, dove vissero come una comunità, accogliendo anche altre donne. Alla morte della madre, intorno al 373, Macrina rinunciò a tutte le sue proprietà, scegliendo di vivere solo di ciò che riusciva a guadagnare con il proprio lavoro. Quando morì nel 379, era così povera che non si trovò nulla per coprire il suo corpo, se non un semplice pezzo di stoffa ruvida. Fu sepolta nella chiesa dei Quaranta Martiri di Sebaste.
In un periodo non precisato della sua vita, Macrina divenne superiora di un monastero ad Annesi, situato sull’altra riva del fiume rispetto alla comunità di Basilio. La sua storia è raccontata nella *Vita* scritta dal fratello Gregorio, sotto forma di lettera a un eremita di nome Olimpio. Gregorio scrisse anche un trattato, *De anima et resurrectione*, in forma di dialogo tra lui e Macrina morente.
Nella *Vita*, Gregorio descrive un miracolo compiuto da Macrina: la guarigione dell’occhio malato di una giovane. Riguardo ad altri miracoli attribuiti a lei, Gregorio commenta: «Sebbene sembrino incredibili, tutti coloro che li hanno esaminati li ritengono veri, anche se chi pensa in termini umani non li considera possibili». Per questo, evita di descriverli, «per timore che i non credenti siano spinti a dubitare dei doni di Dio».
Secondo il Martirologio Romano, Macrina visse nel monastero di Annesi, lungo il fiume Iris nel Ponto, in quella che oggi è la Turchia. Vergine e sorella dei santi Basilio Magno, Gregorio di Nissa e Pietro di Sivas, fu un esempio straordinario di dedizione a Dio e di distacco dalle vanità del mondo, profondamente versata nelle Sacre Scritture e dedita a una vita di solitudine e preghiera.