Santa Giovanna nacque nel 1412 nel villaggio di Domrémy, situato sulle rive della Mosa. Cresciuta in semplicità e dedita a una vita austera e penitente, trascorreva le sue giornate pascolando il gregge. Le sue compagne, che la osservavano in questa umile routine, non potevano immaginare il destino...
Santa Giovanna nacque nel 1412 nel villaggio di Domrémy, situato sulle rive della Mosa. Cresciuta in semplicità e dedita a una vita austera e penitente, trascorreva le sue giornate pascolando il gregge. Le sue compagne, che la osservavano in questa umile routine, non potevano immaginare il destino straordinario che l’attendeva.
Un giorno, mentre recitava l’Angelus, Giovanna udì una voce chiamarla: «Giannetta, Giannetta!». La voce, dolce e penetrante, la commosse fino alle lacrime. Volgendosi verso la chiesa, vide una grande luce e una figura nobile, accompagnata da angeli, che le disse: «Giannetta, sii buona, pia, ama Dio e frequenta la chiesa». Queste apparizioni si ripeterono, alimentando in Giovanna il desiderio di perfezione e di abbandonarsi alla grazia divina. Dio le affidava la missione di salvare la Francia.
Conosciuta la sua missione, Giovanna si raccolse in preghiera e, con umiltà, esclamò: «Sia fatta la volontà di Dio». Superata l’opposizione della famiglia, si presentò al re Carlo VII a Chinon. In quel periodo, la Francia era in preda allo sconforto: gli inglesi avanzavano, e Orléans, l’ultima speranza, era assediata. Giovanna, forte della protezione divina, ottenne il comando di un gruppo di truppe. Dopo aver riorganizzato le milizie e pregato il Signore, guidò l’esercito contro il nemico, ottenendo una vittoria decisiva e liberando Orléans.
La sua fama si diffuse rapidamente, e la nazione ritrovò speranza. A Reims, fece incoronare il re e fu nominata Contessa del giglio, diventando nota come la "Pulzella d’Orléans". Tuttavia, il suo destino fu segnato da tradimenti. Dopo una battaglia infelice a Compiègne, cadde nelle mani dei nemici all’età di 18 anni. Subì un processo ingiusto e fu condannata al rogo come eretica. Il 30 maggio 1431, abbandonata da tutti tranne che da un religioso, salì sul patibolo baciando il Crocifisso. Le sue ceneri furono disperse nella Senna.
L’innocenza di Santa Giovanna fu riconosciuta dal mondo intero quando, il 18 aprile 1909, San Pio X la beatificò, e il 16 maggio 1920, Papa Benedetto XV la proclamò santa. Nel 1922, fu dichiarata patrona della Francia.
La devozione di Santa Giovanna d’Arco si concentrava sull’Ave Maria, che recitava con fervore. Aveva una particolare devozione per il mistero dell’Annunciazione, che fece rappresentare sul suo stendardo. Seguendo il suo esempio, si raccomanda di pregare l’Ave Maria, specialmente il Rosario e l’Angelus, per ottenere una buona morte.
Nell’iconografia, Santa Giovanna è spesso raffigurata come una giovane donna dai capelli sciolti, con l’armatura e lo stendardo del re di Francia. Opere celebri, come "L’entrata di Giovanna D’Arco a Orléans" di Jean Jacques Scherrer, la ritraggono in momenti di gloria. Altre rappresentazioni, come "Giovanna e l’Arcangelo" di Michael Eugene Thirion, mostrano il momento in cui le fu rivelata la sua missione. Scene tragiche, come "La morte di Giovanna d’Arco sul rogo" di Hermann Stilke, ricordano il suo martirio.
Santa Giovanna d’Arco rimane un simbolo di coraggio, fede e devozione, la cui eredità continua a ispirare generazioni.