Jacinta de Jesus Marto, settima figlia di Manuel Pedro Marto e Olimpia de Jesus, nacque l’11 marzo 1910 ad Aljustrel, in Portogallo. Pastorella di umili origini, divenne famosa insieme a suo fratello Francisco e alla cugina Lucia per essere stata testimone delle apparizioni della Madonna. La sua v...
Jacinta de Jesus Marto, settima figlia di Manuel Pedro Marto e Olimpia de Jesus, nacque l’11 marzo 1910 ad Aljustrel, in Portogallo. Pastorella di umili origini, divenne famosa insieme a suo fratello Francisco e alla cugina Lucia per essere stata testimone delle apparizioni della Madonna. La sua vita, semplice e spensierata, cambiò radicalmente il 13 maggio 1917, quando, a Cova da Iria, vicino a Fatima, assistette alla prima apparizione di quella che sarebbe stata conosciuta come la Madonna di Fatima.
Nonostante la giovane età, Jacinta mostrò una maturità sorprendente. Divenne seria, modesta e sviluppò un profondo spirito di sacrificio. Si privava persino della merenda per aiutare i bambini di famiglie bisognose e dedicava gran parte del suo tempo alla preghiera per la salvezza delle anime dei peccatori. Per sei mesi, ogni 13 del mese, tornò con i fratelli e la cugina a Cova da Iria per ricevere i messaggi della “Signora più brillante del sole”.
Jacinta comprese, nella sua semplicità, la gravità dell’inferno e si sentì chiamata a impegnarsi per salvare le anime. Continuava a chiedere a Lucia: «Non si esce mai di là?» «No». «E dopo tanti e tanti anni?» «No, l’inferno non finisce mai». E aggiungeva: «Se noi preghiamo molto per i peccatori, Nostro Signore li libererà di lì? Poverini! Dobbiamo fare tanti sacrifici».
La sua vita fu segnata dalla sofferenza quando contrasse la febbre spagnola, un’epidemia che colpì molte persone in quegli anni. Morì il 20 febbraio 1920, a soli 9 anni. Beatificata da Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000, è stata proclamata santa da Papa Francesco il 13 maggio 2017, in occasione del centenario della prima apparizione. Il suo corpo riposa oggi nel Santuario di Fatima.
Durante la malattia, la Vergine Maria apparve a Jacinta e a Francisco, ormai costretti a letto. Jacinta raccontò: «A me ha chiesto se volevo ancora convertire peccatori. Le ho detto di sì». E, quando Francesco si avvicinava alla morte, la piccola gli disse: «Porta tanti saluti a nostro Signore e alla Madonna, e di’ loro che sono disposta a sopportare tutto quanto vorranno per convertire i peccatori». Come scrisse Giovanni Paolo II, Jacinta potrebbe benissimo esclamare con san Paolo: «Mi rallegro di soffrire per voi, completando in me stesso quello che manca alle tribolazioni di Cristo a vantaggio del suo corpo che è la Chiesa».
Il Martirologio Romano ricorda Santa Giacinta Marto come una fanciulla che, nonostante la tenera età, sopportò con pazienza la malattia e testimoniò con fervore la sua devozione alla Beata Vergine Maria.