Nel 1384, a Roma, nacque Francesca, una santa che seppe prepararsi una corona luminosa per il cielo attraverso la sua vita coniugale. Proveniente da una famiglia nobile, fin da bambina mostrò un profondo amore per la virtù e per una vita ritirata. Evitando i giochi tipici dell’infanzia, si dedic...
Nel 1384, a Roma, nacque Francesca, una santa che seppe prepararsi una corona luminosa per il cielo attraverso la sua vita coniugale. Proveniente da una famiglia nobile, fin da bambina mostrò un profondo amore per la virtù e per una vita ritirata. Evitando i giochi tipici dell’infanzia, si dedicò con fervore alla preghiera e alla mortificazione. All’età di undici anni, espresse ai genitori il desiderio di consacrarsi a Dio, ma ricevette un rifiuto. Per obbedienza, nel 1396, sposò Lorenzo Ponzani, un nobile romano.
Nel suo nuovo ruolo di moglie, Francesca si concentrò su due aspetti fondamentali: preservare la grazia di Dio, evitando compagnie pericolose, banchetti, spettacoli e altri divertimenti mondani, e adempiere con dedizione ai doveri familiari. Era solita dire che una donna sposata deve abbandonare immediatamente ogni pratica di devozione quando è chiamata a occuparsi delle faccende domestiche.
Divenuta madre, si impegnò con cura nell’educazione dei figli, insegnando loro l’innocenza e il timore di Dio, e pregando affinché la loro vita fosse degna di un posto in cielo. Le sue pratiche di mortificazione divennero ancora più intense quando ottenne il permesso del marito di vivere secondo i dettami della sua pietà. Sotto la guida di un saggio confessore, fece notevoli progressi nella via della perfezione, trasformando il lavoro in preghiera e mantenendo un’orazione continua.
Il 15 agosto 1425, insieme a nove compagne, si offrì come oblata della Vergine nella basilica di Santa Maria Nova al Foro. Per otto anni, le Oblate continuarono a vivere nelle proprie famiglie, fino al marzo 1433, quando acquistarono una casa nel rione Campitelli, ai piedi del Campidoglio, iniziando una vita comunitaria.
Francesca affrontò con rassegnazione le prove che Dio le mandò, come quando, durante lo scisma, suo marito fu esiliato e privato di tutti i beni, e il loro primogenito fu preso in ostaggio. In quei momenti difficili, ripeteva le parole di Giobbe: «Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore». Poco dopo, il marito e il figlio furono liberati, ma la morte le portò via il consorte. Libera dai legami coniugali, si ritirò nel monastero che aveva fondato a Roma, dove fu accolta con gioia e presto eletta superiora.
Francesca fu favorita da Dio con il dono della profezia e della visione quasi continua del suo Angelo Custode, con il quale conversava familiarmente. Morì nel 1440 e fu subito venerata, anche se la sua canonizzazione avvenne solo nel 1608.
**Pratica:** Cerchiamo di mantenere viva nella nostra mente la presenza del nostro Angelo Custode e di ricorrere al suo aiuto in ogni occasione.
**Preghiera:** O Signore, che hai adornato la tua beata serva Francesca con la familiare presenza del suo Angelo, concedici, per sua intercessione, di meritare di raggiungere gli Angeli in Paradiso.
**Martirologio Romano:** Santa Francesca, religiosa, che, sposata in giovane età e vissuta per quarant’anni nel matrimonio, fu moglie e madre di specchiata virtù, ammirevole per pietà, umiltà e pazienza. In tempi di difficoltà, distribuì i suoi beni ai poveri, servì i malati e, alla morte del marito, si ritirò tra le oblate che ella stessa aveva riunito a Roma sotto la regola di san Benedetto.