Sotto l'impero di Alessandro Severo, ogni persecuzione contro i cristiani fu proibita, e la Chiesa godette di un periodo di tranquillità e pace. Tuttavia, questa serenità fu presto turbata dal prefetto di Roma, Almachio. Approfittando dell'assenza dell'imperatore dalla capitale, egli scatenò una ...
Sotto l'impero di Alessandro Severo, ogni persecuzione contro i cristiani fu proibita, e la Chiesa godette di un periodo di tranquillità e pace. Tuttavia, questa serenità fu presto turbata dal prefetto di Roma, Almachio. Approfittando dell'assenza dell'imperatore dalla capitale, egli scatenò una terribile persecuzione contro i cristiani, sfogando il suo odio verso di loro. Tra le vittime più illustri di questa persecuzione vi fu Santa Cecilia, una nobilissima vergine romana.
Cecilia nacque da una ricchissima famiglia alle falde del Gianicolo, dove fu educata tra agi e comodità dai più rinomati maestri di Roma. Divenuta segretamente cristiana, si distaccò sempre più dalle cose terrene, dedicando il suo cuore a Dio. Costretta a sposarsi, durante le feste nuziali, mentre tutti intorno a lei cantavano inni pagani, Cecilia cantava in cuor suo un cantico d'amore al suo mistico sposo, Gesù Cristo. Quando rimase sola con Valeriano, il suo sposo, gli rivelò: «Sappi che io sono cristiana e ho già consacrato il mio cuore a Gesù. Egli è il mio vero sposo, e tu devi rispettare il mio corpo, poiché un Angelo del Signore mi custodisce e mi difende».
Valeriano rispose: «Crederò a ciò che dici e farò quanto desideri, se potrò vedere questo Angelo». Cecilia allora gli disse: «Nessuno può vedere l'Angelo del Signore se non è battezzato. Va' dal vescovo Urbano, fatti istruire nella fede cristiana, battezzati e poi tornerai a vedere ciò che desideri». Valeriano seguì il consiglio, si fece battezzare e, tornato da Cecilia, vide un Angelo di bellissimo aspetto che teneva in mano due corone intrecciate di rose e gigli. Comprese che una di quelle corone era destinata a lui se fosse rimasto fedele a Cristo.
Valeriano non solo promise di rispettare la purezza di Cecilia, ma divenne un fervente cristiano e convertì anche suo fratello Tiburzio. Intanto, la persecuzione continuava: Valeriano e Tiburzio furono decapitati, mentre Cecilia fu condannata a morire asfissiata nella sua camera da bagno. I soldati eseguirono l'ordine, ma, aperta la camera dopo un giorno e una notte, trovarono la Santa viva e illesa, come se avesse respirato aria purissima. Almachio ordinò allora che un littore le troncasse il capo. Il littore vibrò tre colpi, ma non riuscì a decapitarla completamente, lasciandola in una pozza di sangue.
I fedeli accorsero, raccolsero il sangue di Cecilia come reliquia e la soccorsero. La Santa visse ancora tre giorni, pregando e incoraggiando chi la circondava a rimanere forte nella fede. Consolata da Papa Urbano, a cui donò la sua casa affinché fosse trasformata in una chiesa, Cecilia spirò placidamente, andando a cantare eternamente le lodi del suo amato sposo, Gesù.
**Pratica:** Facciamo atti di riparazione per le numerose bestemmie contro Dio.
**Preghiera:** O Dio, che ci allieti con l'annua solennità della tua beata Cecilia, vergine e martire, fa' che, venerandola, seguiamo anche i suoi santi esempi.
**Martirologio Romano:** Memoria di Santa Cecilia, vergine e martire, che si tramanda abbia conseguito la sua duplice palma per amore di Cristo nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Il suo nome è fin dall'antichità nel titolo di una chiesa di Roma a Trastevere.
Santa Cecilia è nota come patrona della musica, un'affiliazione che le è stata attribuita grazie a un brano della *Passio*, in cui si descrive il suo matrimonio: «Mentre suonavano gli strumenti musicali, la vergine Cecilia cantava nel suo cuore soltanto per il Signore, dicendo: Signore, il mio cuore e il mio corpo siano immacolati affinché io non sia confusa». Questo canto le valse l'appellativo di patrona della musica.
Nel celebre dipinto di Raffaello, *L'estasi di Santa Cecilia*, la vergine martire è raffigurata con un organo portativo in mano e strumenti musicali sparsi ai suoi piedi, simboli della sua devozione e del suo legame con la musica. L'opera, un tempo conservata nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, è oggi esposta nella Pinacoteca Nazionale di Bologna.