Nacque a Desenzano sul lago di Garda nel 1474. Fin dai primi anni, sotto la guida dei suoi devoti genitori, custodì con diligenza il dono della verginità, promettendo di preservarlo intatto per tutta la vita. Rifiutava ogni forma di vanità femminile, arrivando persino a sfigurarsi il volto e a ta...
Nacque a Desenzano sul lago di Garda nel 1474. Fin dai primi anni, sotto la guida dei suoi devoti genitori, custodì con diligenza il dono della verginità, promettendo di preservarlo intatto per tutta la vita. Rifiutava ogni forma di vanità femminile, arrivando persino a sfigurarsi il volto e a tagliarsi i capelli, desiderando piacere solo al celeste Sposo delle vergini.
Dopo la morte dei genitori, fu accolta dallo zio insieme a un fratellino. In quella casa visse in ritiro, dedicandosi alla penitenza, indossando il cilicio e praticando la flagellazione, immersa nella preghiera quotidiana e notturna. Su consiglio del suo confessore, abbracciò la regola del Terz’Ordine Francescano. Tornata a Desenzano, il Signore le rivelò la sua missione.
Un giorno, mentre pregava con fervore, vide aprirsi i cieli. Una lunga scala si estendeva dalla terra fino alle nubi, e su di essa scendevano e salivano angeli e vergini, accompagnati da una musica celestiale. Una voce la invitò a fondare una Compagnia di Vergini dedicate a lodare Dio e a condurre anime al Suo cuore.
Angela era tenuta in grande considerazione per la sua santità. Ovunque fosse chiamata, portava consolazione, risolveva conflitti e riconduceva sulla via della virtù anime smarrite. Assetata del pane degli angeli, si accostava spesso all’Eucaristia con un amore così ardente da cadere spesso in estasi.
Intraprese con devozione un pellegrinaggio in Terra Santa. Durante il viaggio, sull’isola di Candia, perse la vista, ma al ritorno, nello stesso luogo, la riacquistò miracolosamente. Scampò anche ai Saraceni e a un pericoloso naufragio. Desiderosa di venerare il Papa e di ottenere l’indulgenza del Giubileo, si recò a Roma a piedi per incontrare Clemente VII.
Tornata a Brescia, si stabilì presso la chiesa di Sant’Afra, nel cuore della città. Qui, nel 1535, fondò la congregazione delle Orsoline, dando vita a una nuova comunità dedicata all’educazione delle giovani. Stabilì una solida regola di vita santa e pose l’ordine sotto la protezione di Sant’Orsola. Le vocazioni furono numerose, e in breve tempo le Orsoline si diffusero in Italia, in Europa e oltreoceano.
All’età di settant’anni, Angela si ammalò e, ricca di meriti, lasciò questa vita il 27 gennaio 1540, per raggiungere l’abbraccio del suo celeste Sposo. Il suo corpo rimase esposto per trenta giorni prima di essere sepolto nella chiesa di Sant’Afra. Presso la sua tomba si verificarono numerosi miracoli, attirando folle di fedeli che la veneravano e imploravano grazie. Fu canonizzata da Pio VII nel 1807.
**Pratica**: Le opere di misericordia spirituale e temporale distingueranno gli eletti dai reprobi nel giorno del Giudizio Universale.
**Preghiera**: O Signore, che attraverso Sant’Angela hai fatto fiorire nella tua Chiesa un nuovo giardino di sacre vergini, concedici, per sua intercessione, di vivere santamente, affinché possiamo meritare i gaudi eterni.
**Martirologio Romano**: Sant’Angela Merici, vergine, che dapprima adottò l’abito del Terz’Ordine di San Francesco e radunò giovani per formarli alle opere di carità; poi istituì, sotto il nome di Sant’Orsola, un ordine femminile dedicato alla ricerca della perfezione nella vita quotidiana e all’educazione delle adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia, rese l’anima a Dio.