Tommaso, chiamato anche Didimo, che significa "gemello", era un giudeo che ebbe il privilegio di seguire Gesù fin dai primi tempi della sua vita pubblica, quando fu chiamato all'apostolato. Nonostante la mancanza di istruzione, Tommaso si distinse per il candore, la semplicità della sua anima e il...
Tommaso, chiamato anche Didimo, che significa "gemello", era un giudeo che ebbe il privilegio di seguire Gesù fin dai primi tempi della sua vita pubblica, quando fu chiamato all'apostolato. Nonostante la mancanza di istruzione, Tommaso si distinse per il candore, la semplicità della sua anima e il profondo amore verso il suo Maestro.
Un episodio significativo della sua vita si verificò quando Gesù decise di tornare in Giudea dopo aver saputo che Lazzaro era malato. I discepoli cercarono di dissuaderlo, temendo per la sua sicurezza, ma Tommaso, vedendo la determinazione di Gesù, disse: «Andiamo anche noi a morire con lui». Questo gesto dimostra il suo coraggio e la sua devozione.
Durante l'Ultima Cena, Gesù cercò di confortare i discepoli dicendo: «Non si turbi il vostro cuore. Credete in Dio e anche in me. Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore. Vado a prepararvi un posto; e quando l'avrò preparato, tornerò a prendervi, affinché dove sono io siate anche voi». Tommaso, desideroso di seguire Gesù, chiese: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la strada?». Gesù rispose: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
Dopo la resurrezione di Gesù, Tommaso non era presente quando il Signore apparve agli altri apostoli. Quando gli dissero: «Abbiamo visto il Signore», Tommaso rispose: «Se non vedo nelle sue mani i segni dei chiodi e non metto il mio dito nel posto dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Gesù apparve nuovamente e, rivolgendosi a Tommaso, disse: «Guarda e tocca, e non essere incredulo, ma credente». Tommaso, caduto in ginocchio, esclamò: «Signor mio e Dio mio!». Gesù replicò: «Perché mi hai visto, hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto».
Dopo l'Ascensione di Gesù e la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli si dispersero per il mondo a predicare il Vangelo. A Tommaso toccò l'arduo compito di portare la Buona Novella tra i Persiani, i Medi, i Parti, gli Ircani, i Battriani, gli Etiopi e gli Indiani. A Calamina, dopo aver operato molte conversioni, incontrò l'ostilità di un re idolatra, che lo fece perseguitare crudelmente. Alla fine, Tommaso fu trafitto con una lancia, morendo con le parole: «Signor mio e Dio mio».
Le sue reliquie furono inizialmente custodite in una chiesa a Melapore, in India, per poi essere trasferite sull'Isola di Chios e infine a Ortona nel 1258.
**Pratica:** Facciamo un profondo atto di fede nella divinità di Gesù Cristo.
**Preghiera:** «Signore, concedici di celebrare con gioia la solennità del tuo beato apostolo Tommaso, affinché siamo sempre assistiti dal tuo patrocinio e possiamo veder crescere la nostra fede».
**Martirologio Romano:** La festa di San Tommaso Apostolo ricorda colui che, inizialmente incredulo, dopo aver visto il costato trafitto di Gesù, esclamò: «Mio Signore e mio Dio». Con questa stessa fede, si ritiene abbia portato il Vangelo tra i popoli dell’India.
**Iconografia:** Nell'arte, San Tommaso è spesso rappresentato con un libro fino al XIII secolo. Successivamente, viene raffigurato con una lancia o una spada, simboli del suo martirio, o con una squadra da architetto, in riferimento al palazzo che avrebbe dovuto costruire per il re Gondoforo in India, secondo gli Atti di Tommaso. Tra le opere più celebri c'è "L'incredulità di San Tommaso" di Caravaggio, che ritrae l'apostolo mentre tocca la piaga di Gesù. Un'altra rappresentazione significativa è la "Madonna della Cintola" di Ridolfo del Ghirlandaio, dove il Bambino Gesù offre la cintola a Tommaso per confermare l'Assunzione della Vergine.
Infine, alcune opere artistiche raffigurano il momento del martirio di Tommaso, con la lancia come strumento del suo sacrificio. Tra queste, spicca il "Martirio di San Tommaso Apostolo" realizzato da una bottega lucchese nel XVII secolo.