Il nome Leonida fu portato e illustrato per la prima volta dal valoroso re di Sparta, caduto alle Termopili alla testa dei suoi eroici soldati. Anche il Leonida cristiano fu un combattente coraggioso, che sigillò con il martirio la propria vita e la propria fede. Inoltre, ebbe la fortuna di essere ...
Il nome Leonida fu portato e illustrato per la prima volta dal valoroso re di Sparta, caduto alle Termopili alla testa dei suoi eroici soldati. Anche il Leonida cristiano fu un combattente coraggioso, che sigillò con il martirio la propria vita e la propria fede. Inoltre, ebbe la fortuna di essere padre di uno degli scrittori cristiani più ferventi e audaci. Per questo, San Leonida è comunemente ricordato come il «padre di Origene».
Leonida, originario della Grecia, era maestro di retorica ad Alessandria e padre di sette figli. Al maggiore, Origene, impartì un’educazione filosofica e letteraria molto vasta, insieme a una profonda conoscenza della Sacra Scrittura, che il giovane arrivò a imparare a memoria. Presto, però, il padre dovette frenare la curiosità insaziabile del figlio, che desiderava sapere tutto con una precocità impressionante. Si racconta che Leonida, ammirato dal fervore spirituale del figlio, baciava il petto di Origene mentre dormiva, come se volesse onorare il fuoco della sapienza divina che vi ardeva.
Tuttavia, arrivò il tempo della prova. Sotto l’impero di Settimio Severo, nel 204, ripresero in Egitto le persecuzioni contro i cristiani. Il governatore Leto perquisì il deserto della Tebaide, dove vivevano gli anacoreti, consumati dal digiuno e bruciati dal sole. Origene, ancora giovane, desiderava morire da martire, ma sua madre, nascondendogli i vestiti, riuscì a impedirgli di presentarsi al governatore per proclamarsi cristiano. Non c’era bisogno di simili gesti eclatanti: bisognava affrontare la persecuzione con fermezza, senza provocarla, come faceva Leonida. Quando fu chiamato davanti al governatore, Leonida confessò con semplicità e senza esitazione di essere cristiano. Fu incarcerato e, durante la prigionia, ricevette una lettera del figlio, che lo esortava a rimanere fedele a Dio. «State attento, caro padre – scriveva Origene – di non cambiare idea per causa nostra, vostri figli». Leonida, non potendo più baciare il petto del figlio, baciò quella lettera. Non ne aveva bisogno, ma lo riempì comunque di gioia. Il pensiero della famiglia non turbò le sue ultime ore: sorridendo, porse la testa alla spada, conquistando così la corona della gloria.
Dopo la sua morte, i beni della vedova furono confiscati. I sette orfani furono abbandonati in strada e sarebbero diventati mendicanti se una nobildonna di Alessandria non li avesse raccolti e mantenuti. Origene, orgoglioso di essere figlio di un martire, divenne uno scrittore così importante, fecondo e celebre da legare per sempre il nome del padre al proprio. Per questo, San Leonida è ricordato non solo come martire, ma anche come «padre di Origene».
*Martirologio Romano*: Ad Alessandria, il natale di San Leonida Martire, che patì sotto Severo.