Carlo Acutis nacque a Londra il 3 maggio 1991 da Andrea Acutis e Antonia Salzano, genitori milanesi trasferitisi temporaneamente in città per lavoro. Fin da piccolo, Carlo mostrò una profonda devozione. A soli sette anni, tornato in Italia, chiese di ricevere la Prima Comunione, una richiesta inso...
Carlo Acutis nacque a Londra il 3 maggio 1991 da Andrea Acutis e Antonia Salzano, genitori milanesi trasferitisi temporaneamente in città per lavoro. Fin da piccolo, Carlo mostrò una profonda devozione. A soli sette anni, tornato in Italia, chiese di ricevere la Prima Comunione, una richiesta insolita per la sua età. Dopo un colloquio con Monsignor Pasquale Macchi, che lo ritenne idoneo, ricevette l’Eucaristia il 16 giugno 1998. Da quel momento, la messa quotidiana divenne un punto fermo della sua vita.
La sua esistenza era simile a quella di qualsiasi ragazzo della sua età, ma si distingueva per la sua gioia e il desiderio di aiutare gli altri. Carlo diceva: “La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio. La conversione non è altro che spostare lo sguardo dal basso verso l’alto. Basta un semplice movimento degli occhi”. La sua fede era così intensa che persino il collaboratore domestico di casa, un bramino induista, si convertì al cristianesimo, colpito dalla “profonda fede, carità e purezza” di Carlo.
Appassionato di informatica, Carlo è stato proclamato patrono del web. Dopo aver assistito a un incontro sul Piccolo Catechismo eucaristico, decise di creare una mostra sui miracoli eucaristici per testimoniare la presenza di Gesù nell’ostia. Dopo tre anni di ricerche in Europa con i genitori, la mostra fu completata e richiesta da diocesi di tutto il mondo per la sua qualità e profondità.
Il sogno di Carlo era diventare sacerdote, ma a soli 15 anni fu colpito da una leucemia fulminante. Dopo aver dedicato la sua vita “al suo amico Gesù”, morì il 12 ottobre 2006. Fu sepolto ad Assisi, come desiderava, per il suo amore verso San Francesco. Successivamente, il suo corpo fu trasferito nel Santuario della Spogliazione, dove è esposto ai pellegrini grazie a una speciale procedura di imbalsamazione.
Dichiarato venerabile nel 2008, Carlo è stato beatificato il 10 ottobre 2020 dopo il riconoscimento di un miracolo: la guarigione di un ragazzo brasiliano che toccò le sue reliquie. La madre, Antonia Salzano, racconta che i devoti di Carlo, già considerato il patrono di Internet, vedono la sua presenza ovunque. Un episodio significativo avvenne il 15 agosto, quando i fan su Facebook scrissero che Carlo era “venuto a prendersi la sua cagnolina Briciola”, morta a quasi 17 anni.
Antonia ricorda che, prima della morte di Carlo, gli aveva chiesto di cercare in cielo il cane della sua infanzia, Billy. In seguito, una zia sognò Carlo con Billy tra le braccia. Questi segni, insieme alla salma intatta di Carlo durante la ricognizione canonica del 2019, hanno contribuito al suo percorso verso la beatificazione.
Carlo era un ragazzo precoce non solo nella fede, ma anche nelle sue capacità. A sei anni già padroneggiava il computer e a nove scriveva programmi. Sognava di usare la tecnologia per diffondere il Vangelo. Papa Francesco lo ha citato come esempio per i giovani, sottolineando come abbia saputo usare i social media per comunicare valori e bellezza.
La sua vita, durata solo 5.641 giorni, è stata un esempio di carità e dedizione. Carlo aiutava i poveri, distribuendo cibo ai clochard di Milano e coinvolgendo persino il cameriere di famiglia, Rajesh Mohur, un bramino che si convertì al cattolicesimo dopo aver visto il suo impegno.
Il miracolo riconosciuto dalla Chiesa avvenne in Brasile nel 2013, quando un bambino di sei anni, Matheus, guarì istantaneamente da una malformazione al pancreas dopo aver toccato una maglia di Carlo. La guarigione, inspiegabile scientificamente, fu un segno tangibile della sua intercessione.
Carlo aveva predetto la sua morte, dicendo: “Quando peserò 70 chili, sono destinato a morire”. La sua fede e il suo sorriso rimasero intatti fino alla fine. Dopo la sua morte, la madre ricevette numerosi segni della sua presenza, tra cui l’apparizione di un’ostia sanguinante in Messico e la nascita di due gemelli, nonostante l’età avanzata.
Carlo Acutis è sepolto ad Assisi, dove il suo corpo è venerato dai fedeli. La madre ricorda con affetto la sua allegria e le sue parole: “Non io, ma Dio!”. Carlo, definito “l’influencer di Dio”, continua a ispirare milioni di persone in tutto il mondo, dimostrando che la felicità non risiede nei like, ma nello sguardo rivolto verso l’alto.