Preghiera a San Michele Arcangelo
Testo da chediotibenedica.it, https://chediotibenedica.it/preghiera/preghiera-a-san-michele-arcangelo
Italiano
San Michele Arcangelo,
difendici nella battaglia;
contro le malvagità e le insidie del diavolo
sii nostro aiuto.
Ti preghiamo supplichevoli:
che il Signore lo comandi!
E tu, principe delle milizie celesti,
con la potenza che ti viene da Dio,
ricaccia nell'inferno satana
e gli altri spiriti maligni
che si aggirano per il mondo
per la perdizione delle anime.
Amen.
Latino
Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli
esto praesidium.
Imperet illi Deus, supplices deprecamur:
tuque, Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.
Preghiera a San Michele Arcangelo: significato e quando recitarla
La preghiera a San Michele Arcangelo è una delle invocazioni più conosciute dai cattolici. È breve e si impara a memoria in pochi giorni. Qui trovi il testo completo in italiano e in latino, il significato delle sue parole e i momenti in cui si recita.
Significato
Chi prega si rivolge a San Michele come a un difensore. La vita cristiana è descritta come una "battaglia": non contro le persone, ma contro il male, la tentazione e tutto ciò che ci allontana da Dio. Per questo chiediamo all'Arcangelo di essere il nostro "aiuto" e il nostro riparo.
La frase "che il Signore lo comandi" riprende la Lettera di Giuda, dove Michele, davanti al diavolo, non pronuncia da sé la condanna ma dice: "Ti condanni il Signore". È un dettaglio importante. La forza di San Michele non è sua: viene da Dio. Anche noi non vinciamo il male con le nostre sole forze, ma affidandoci a Lui.
Nella Bibbia Michele compare nel libro di Daniele come protettore del popolo di Dio e nell'Apocalisse come colui che combatte contro il drago. Il suo nome in ebraico significa "Chi è come Dio?": una domanda che è già una professione di fede.
Origine
La preghiera fu composta da papa Leone XIII, che nel 1886 la aggiunse alle preghiere da recitare in ginocchio alla fine della Messa letta. Si continuò a dirla così in tutte le parrocchie fino alla riforma liturgica degli anni Sessanta. Circola anche il racconto di una visione che il Papa avrebbe avuto durante una Messa, ma è una tradizione non documentata con certezza. Nel 1994 Giovanni Paolo II invitò i fedeli a non dimenticarla e a recitarla per ottenere aiuto nella lotta contro il male.
San Michele si festeggia il 29 settembre insieme agli altri arcangeli, Santi Michele, Gabriele e Raffaele.
Quando si recita
- Al termine della Messa o del Santo Rosario, come si faceva un tempo.
- Nei momenti di tentazione, di paura o di turbamento interiore.
- La sera, insieme alla Preghiera della sera, per affidare a Dio la notte.
- Il 29 settembre e nel mese di settembre, dedicato agli angeli.
Domande frequenti
Chi ha scritto la preghiera a San Michele Arcangelo?
È stata scritta da papa Leone XIII alla fine dell'Ottocento.
Si può recitare ogni giorno?
Sì. È una preghiera breve e molti la dicono ogni mattina o ogni sera, da soli o in famiglia.
È una preghiera di esorcismo?
No. È una semplice invocazione di aiuto che tutti i fedeli possono recitare liberamente.