De profundis
Italiano
Dal profondo grido a te, Signore:
Signore, ascolta la mia voce.
Le tue orecchie siano attente
alla voce della mia preghiera.
Se guardi le nostre colpe, Signore,
Signore, chi potrà restare in piedi?
Ma presso di te c'è il perdono,
perché impariamo a servirti con timore.
Io spero nel Signore,
l'anima mia spera nella sua parola.
L'anima mia aspetta il Signore
più che le sentinelle l'aurora.
Più che le sentinelle l'aurora,
Israele aspetti il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande è presso di lui la redenzione.
Egli libererà Israele
da tutte le sue colpe.
L'eterno riposo dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.
Latino
De profundis clamavi ad te, Domine;
Domine, exaudi vocem meam.
Fiant aures tuae intendentes
in vocem deprecationis meae.
Si iniquitates observaveris, Domine,
Domine, quis sustinebit?
Quia apud te propitiatio est,
et propter legem tuam sustinui te, Domine.
Sustinuit anima mea in verbo eius,
speravit anima mea in Domino.
A custodia matutina usque ad noctem
speret Israel in Domino.
Quia apud Dominum misericordia,
et copiosa apud eum redemptio.
Et ipse redimet Israel
ex omnibus iniquitatibus eius.
Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis.
Requiescant in pace.
Amen.
De profundis: significato e quando recitarla
Il De profundis è il Salmo 130 della Bibbia (129 nella numerazione latina antica) e prende il nome dalle sue prime parole in latino, "De profundis clamavi", cioè "Dal profondo ho gridato". È da secoli la preghiera della Chiesa per i defunti per eccellenza, insieme a L'eterno riposo, con cui di solito si conclude.
Significato
Il salmo è il grido di chi si sente nel punto più basso, "nel profondo", schiacciato dal peso delle proprie colpe. Ma non è una preghiera disperata. Chi prega sa che "presso il Signore è la misericordia" e aspetta il perdono con la stessa certezza con cui le sentinelle, dopo una lunga notte di guardia, aspettano che sorga il sole.
Per questo la Chiesa lo mette sulle labbra di chi prega per i morti: diamo voce alle anime che attendono la piena luce di Dio e le accompagniamo con la nostra speranza.
Origine e tradizione
Il Salmo 130 fa parte dei "canti delle salite", che i pellegrini ebrei cantavano salendo a Gerusalemme, ed è uno dei sette salmi penitenziali. Nella liturgia si prega nei Vespri e nell'Ufficio dei defunti. In molti paesi italiani, un tempo, la sera le campane suonavano il "tocco del De profundis", e le famiglie si fermavano a recitarlo per i propri morti.
Quella che riportiamo è una traduzione italiana semplice e fedele, pensata per essere pregata. Sotto trovi il testo latino tradizionale.
Quando si recita
- La sera, ricordando i propri defunti.
- Al cimitero e durante la veglia funebre.
- Il 2 novembre, nella Commemorazione di tutti i fedeli defunti, e in tutto il mese di novembre.
- Nei momenti di prova personale, quando ci si sente "nel profondo".
Domande frequenti
Il De profundis è solo per i defunti?
No. È anche una preghiera di pentimento e di fiducia per chi è nella difficoltà, ma nella tradizione popolare è legato soprattutto ai morti.
Perché finisce con L'eterno riposo?
Quando il salmo si recita per i defunti, al posto del "Gloria al Padre" si dice L'eterno riposo.
Si può recitare in latino?
Sì, il testo latino è quello usato per secoli nella liturgia ed è ancora molto amato.