A te, o beato Giuseppe
Testo da chediotibenedica.it, https://chediotibenedica.it/preghiera/a-te-o-beato-giuseppe
Italiano
A te, o beato Giuseppe,
stretti dalla tribolazione ricorriamo,
e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio,
dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità
che ti strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio,
e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù,
riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno
la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue,
e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia,
l'eletta prole di Gesù Cristo;
allontana da noi, o padre amatissimo,
gli errori e i vizi che ammorbano il mondo;
assistici propizio dal cielo
in questa lotta col potere delle tenebre,
o nostro fortissimo protettore;
e come un tempo salvasti dalla morte
la minacciata vita del pargoletto Gesù,
così ora difendi la santa Chiesa di Dio
dalle ostili insidie e da ogni avversità;
e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio,
affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso
possiamo virtuosamente vivere, piamente morire
e conseguire l'eterna beatitudine in cielo.
Amen.
Latino
Ad te, beate Ioseph, in tribulatione nostra confugimus,
atque, implorato Sponsae tuae sanctissimae auxilio,
patrocinium quoque tuum fidenter exposcimus.
Per eam, quaesumus, quae te cum immaculata Virgine Dei Genitrice coniunxit, caritatem,
perque paternum, quo Puerum Iesum amplexus es, amorem,
supplices deprecamur,
ut ad hereditatem, quam Iesus Christus acquisivit Sanguine suo, benignus respicias,
ac necessitatibus nostris tua virtute et ope succurras.
Tuere, o Custos providentissime divinae Familiae, Iesu Christi sobolem electam;
prohibe a nobis, amantissime Pater, omnem errorum ac corruptelarum luem;
propitius nobis, sospitator noster fortissime,
in hoc cum potestate tenebrarum certamine e caelo adesto;
et sicut olim Puerum Iesum e summo eripuisti vitae discrimine,
ita nunc Ecclesiam sanctam Dei ab hostilibus insidiis atque ab omni adversitate defende:
nosque singulos perpetuo tege patrocinio,
ut ad tui exemplar et ope tua suffulti,
sancte vivere, pie emori,
sempiternamque in caelis beatitudinem assequi possimus.
Amen.
A te, o beato Giuseppe: significato e quando recitarla
"A te, o beato Giuseppe" è la preghiera più conosciuta a San Giuseppe, sposo di Maria e custode di Gesù. Qui trovi il testo completo in italiano e in latino, il suo significato e quando si recita, soprattutto nel mese di marzo e durante il Rosario di ottobre.
Significato
La preghiera comincia con chi si sente "stretto dalla tribolazione" e cerca rifugio. Prima si invoca Maria, poi Giuseppe, perché lui è sempre accanto a lei e a Gesù. Chiediamo il suo aiuto ricordando due cose: il legame d'amore che lo unì a Maria e l'affetto di padre con cui si prese cura del Bambino.
Poi gli affidiamo la "cara eredità" di Gesù, cioè la Chiesa e ciascuno di noi. Come Giuseppe ha difeso la Santa Famiglia, così gli chiediamo di proteggere la famiglia dei credenti dagli errori, dai vizi e dalle difficoltà. Il ricordo della fuga in Egitto, quando salvò Gesù dalla minaccia di Erode, ci dà fiducia: chi ha custodito il Figlio di Dio sa custodire anche noi.
La preghiera si chiude con tre richieste semplici e grandi: vivere bene, morire in pace e arrivare alla gioia del cielo. Per questo San Giuseppe è invocato anche come patrono della buona morte.
Origine
Il testo fu scritto da papa Leone XIII e pubblicato nel 1889 insieme all'enciclica Quamquam pluries, dedicata a San Giuseppe. Il Papa chiese di recitarla nel mese di ottobre, al termine del Santo Rosario. Da allora è entrata nella devozione di tante famiglie e parrocchie. Per conoscere meglio la vita del santo puoi leggere la pagina dedicata a San Giuseppe.
Quando si recita
- Nel mese di ottobre, dopo il Rosario, come chiese Leone XIII.
- Nel mese di marzo e il 19 marzo, festa di San Giuseppe.
- Il 1 maggio, memoria di San Giuseppe lavoratore.
- Nei momenti di difficoltà per la famiglia o per il lavoro.
- Per chiedere la grazia di una buona morte, per sé o per una persona cara.
Domande frequenti
Chi ha scritto "A te, o beato Giuseppe"?
L'ha scritta papa Leone XIII, che la pubblicò nel 1889 insieme all'enciclica Quamquam pluries.
Si può recitare per la propria famiglia?
Sì. San Giuseppe è il custode della Santa Famiglia e molti gli affidano con questa preghiera i propri cari, anche insieme alla Preghiera per la famiglia.
Si recita solo a ottobre?
No. Leone XIII la legò al Rosario di ottobre, ma si può recitare in ogni periodo dell'anno.